Stimolata dai commenti a questo
post di
Genitori Crescono, vi voglio raccontare la nostra esperienza al nido.
Premetto che non voglio indottrinare nessuno, e non penso che quello che va bene per la mia famiglia sia la verità assoluta: ognuno per i suoi figli fa le sue scelte!
Altra premessa: D. frequenta il nido dalle 7.30 alle 12.30 circa, poi NonnaPaterna lo va a prendere, lo porta a casa nostra, gioco e riposino. Al suo risveglio mi trova a casa e passiamo il resto della giornata insieme.
Nel nostro nido viene seguito il
metodo Reggio Emilia.
Prima parte - valutazioni e decisioni
Negli ultimi mesi di gravidanza, io e il Capitano abbiamo pensato a come organizzarci per il mio ritorno al lavoro... Abbiamo deciso che avrei sfruttato il più possibile la maternità facoltativa, e che poi sarei rientrata in ufficio.
Quindi, quando D. aveva 40 giorni, dopo aver vagliato diversi posti, l'abbiamo pre-iscritto al nido. Immediatamente questa decisione ha scatenato l'
ira funesta di NonnaPaterna, convinta, senza che nessuno gliel'avesse detto, che D. sarebbe stato affidato tutto il giorno a lei!!
Abbiamo subito chiarito che le
scelte educative per nostro figlio le avremmo fatte NOI: sì, secondo me il nido
non è una scelta di comodo o alla meno peggio. I bimbi possono stare con la mamma (per chi vuole/se lo può permettere/viene messo in condizioni di farlo), con i nonni, con la babysitter o al nido. Noi abbiamo scelto di mandarlo al nido, pur avendo la possibilità di lasciarlo a NonnaPaterna, principalmente per due ragioni:
- dargli la possibilità di socializzare e di fare esperienze/attività diverse da quelle che farebbe a casa.
- lasciare a NonnaPaterna il suo ruolo, il suo tempo e il suo spazio.
D.
D. al nido ha avuto l'opportunità di stare con altri bambini, sia coetanei che più grandi, con
tutte le dinamiche che questo comporta. Spesso sento dire che i bimbi fino a 3 anni non socializzano: nel nostro caso D. conosce gli amichetti per nome, li riconosce e li cerca al suo arrivo al mattino. E che gioia incontrarsi per caso al parco giochi :D
Inoltre ha avuto l'occasione di fare esperienze e attività nel rispetto della sua individualità e inserite in un percorso: per esempio l'anno scorso erano dedicato al tatto. Sono state coinvolte le famiglie in alcune attività insieme e devo dire che ci siamo divertiti e abbiamo visto i nostri figli da un'altra angolazione.
Non ci avevo pensato preventivamente, ma durante l'anno si forma una rete tra alcune famiglie, per cui si condividono esperienze, preoccupazioni e gioie. A volte nascono delle amicizie :)
NonnaPaterna
Secondo me i nonni devono fare i nonni, con tutti i benefici del caso, e non i babysitter o gli pseudogenitori.
Stare con i nipoti dovrebbe essere una
gioia, non una
fatica quotidiana. Se NonnaPaterna ha tutta la mattinata libera per fare la SUA vita, al pomeriggio sarà più contenta di stare con D.!
Inoltre i nonni di solito non sono proprio giovanissimi e (
cornine cornazze) potrebbero ammalarsi... E dopo che si fa?
Infine, detto papale papale, preferisco
parlare ed eventualmente discutere di educazione con una professionista, piuttosto che con una persone che mi dice "
ho allevato nr. X figli e quindi so già come fare!!"
Seconda parte - Com'è andato il primo anno di nido
Prima che D. iniziasse a frequentare il nido abbiamo avuto
due incontri con le educatrici: uno individuale, in cui abbiamo parlato delle abitudini e delle caratteristiche di D. e uno di classe in cui sono state spiegate le regole.
D. ha fatto l'inserimento a 9 mesi, mi avevano chiesto la disponibilità di due settimane ma il suo inserimento è durato due giorni: non ha mai pianto, anche se la prima settimana ha avuto qualche incubo
notturno (quando era piccolo erano il suo “segnale” per indicare i
cambiamenti).
Dopo 3 settimane dal suo inserimento ho ricominciato a lavorare e ho instaurato un
rito verbale che facciamo tutt'ora. Al mattino, dopo la sveglia e la colazione, gli racconto (e ora che parla
mi racconta, intervenendo) come si svolgerà la giornata:
adesso prendiamo la macchina, andiamo al nido dai bibbi, ci sarà la maestra Y e gli amichetti X, W, K, la mamma ti saluta con un bacio e va al lavoro, poi giocate un po', c'è la merenda, le attività, il pranzo. Poi NonnaPaterna ti viene a prendere, salutate tutti, andate a casa, giocate, poi riposino e quando ti svegli c'è la mamma.
Questo rituale lo rassicura molto e, quando me ne dimentico, lui mi chiede
Pappa?
Nonna?
Problemi & malattie
L'unico problema vero e proprio l'abbiamo riscontrato lo scorso inverno: D. è stato oggetto di "attenzioni particolari" da parte di un coetaneo manesco. D. è stato uno degli ultimi della sua sezione a camminare, e quindi non poteva difendersi con la fuga...
Sia la mattina prima di partire, che all'arrivo al nido D. si aggrappava alle mie gambe e diceva "nononono". Io pensavo che fosse dovuto al rientro dalle vacanze natalizie, ma ho notato che l'unica mattina che non l'ha fatto mancava il bimbo in questione. Quindi ne ho parlato con le sue educatrici, e abbiamo concordato che avrebbero stimolato D. a difendersi (verbalmente) e l'altro bimbo a comportarsi meglio. E devo dire che l'episodio si è risolto con successo!
Per quanto riguarda le
malattie, abbiamo iniziato una
cura omeopatica preventiva un mese prima di cominciare il nido, poi proseguita per tutto l'inverno, e D. ha preso l'influenza solo due volte! Però abbiamo passato la mani-piedi-bocca, la sesta malattia e un paio di dissenterie.
Conclusioni
Se avete avuto la pazienza di leggermi fin qui (grazie! spero di non essere stata troppo pesante/pedante), riassumo così la nostra esperienza positiva al nido:
- sviluppo e libertà della creatività.
- autonomia.
- fermezza e continuità educativa.
- conoscenza delle diversità (al nido ci sono anche bimbi stranieri e con handicap).
- rispetto dell'individualità del bambino.
Tutte cose per noi molto importanti che, a mio giudizio, il/la nonno/nonna medio non ti può dare!
E voi, cosa ne pensate? Mi parlate delle vostre scelte e della vostra esperienza?
P.s. vi segnalo due blog di educatrici del nido che leggo spesso, sia per le loro idee creative che per le loro considerazioni dall'altra parte della "barricata": il nido di Ale e Mille idee al nido.